Un ponte tra la crisi e la ripresa
Un patto per attraversare la crisi, per evitare i licenziamenti e dare risposte anche ai lavoratori delle piccolissime imprese fino ad oggi esclusi dalla tutela degli ammortizzatori sociali: lo hanno firmato l’8 maggio scorso la Regione Emilia-Romagna, le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali.
L’accordo - che conta su 520 milioni di euro tra risorse statali e risorse del Programma regionale Fondo Sociale Europeo - utilizza tutti gli strumenti (sostegno al reddito e formazione) per affrontare la crisi delle imprese e dare una risposta anche ai lavoratori per i quali fino ad ora la legge non prevedeva la cassa integrazione. In Emilia-Romagna sono moltissimi: lavoratori di imprese al di sotto dei 15 dipendenti, di aziende artigiane, cooperative, del turismo e del commercio.
Con l’intesa di maggio, la Regione e le associazioni imprenditoriali e sindacali firmatarie si sono impegnate a ricercare soluzioni alternative ai licenziamenti, attraverso riduzioni dell’orario di lavoro e ricorso alla cassa integrazione accompagnata anche da interventi formativi per qualificare e aggiornare le competenze professionali dei lavoratori.
Già da gennaio 2009, in attesa dell’accordo, si sono realizzate intese per evitare i licenziamenti in 80 imprese cooperative della logistica, in oltre 1.500 dell’artigianato, in centinaia di imprese del commercio e del turismo.
Da gennaio a luglio circa 10 mila posti sono stati salvati dal rischio di licenziamento.

